Ridurre le emissioni di gas serra con le leguminose in rotazione

I temi della sostenibilità e del cambiamento climatico, ormai all’ordine del giorno, coinvolgono anche l’agricoltura e la portano al centro del dibattito. A livello di ricerca si sta facendo molto per introdurre nella moderna agricoltura tecnologie e metodi innovativi di coltivazione che possano effettivamente contribuire alla mitigazione dei problemi di riscaldamento globale, per esempio riducendo o prevenendo le emissioni di gas a effetto serra provenienti dal suolo. Nella partita dell’agricoltura contro il climate change, un ruolo chiave è giocato dalle leguminose, introdotte nelle rotazioni colturali come colture principali o come cover crop (traseminate nella coltura principale o gestite come colture intercalari).

Ridurre i gas serra

I gas serra (Greenhousegasses, Ghg) collegati alle attività agricole (coltivazione del suolo, concimazione delle colture, allevamento ecc.) sono principalmente il protossido di azoto (N2O), l’anidride carbonica (CO2), il metano (CH4) e l’ammonio (NH4). Per quanto riguarda l’emissione di CO2, l’agricoltura può contribuire alla sua mitigazione sostenendo pratiche in grado di aumentare lo stoccaggio di carbonio nella biomassa vegetale e nel suolo e di limitare l’ossidazione della materia organica. La mitigazione delle perdite di azoto, invece, potrebbe essere raggiunta attraverso azioni volte a migliorare l’efficienza nell’uso dell’azoto nei sistemi colturali e l’impiego delle stesse catch crop. Poiché il 50-70% dell’impatto della coltivazione sull’impronta carbonica deriva dai fertilizzanti, l’ottimizzazione delle quantità e delle tempistiche di somministrazione in campo risulta indispensabile per ridurlo in modo considerevole.

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Ridurre le emissioni di gas serra con le leguminose in rotazione
- Ultima modifica: 2019-12-12T15:49:02+00:00
da Sara Vitali

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